BALADIN

Dal 1996 Baladin è sinonimo di birra artigianale italiana. Alle prime imbottigliate, Super e Isaac, si sono via via affiancate molte altre proposte, che hanno conquistato un numero sempre crescente di consumatori, in Italia e all’estero. Grazie all’estro e alla costanza di Teo le birre artigianali sono arrivate sulle tavole dei grandi ristoranti, come nelle selezioni dei migliori pub e negozi. In questi anni non è mai mancata una continua e incessante ricerca sulle materie prime, sul metodo produttivo, per cercare di offrire sempre il meglio. Oggi le birre Baladin, curate con sempre maggiore maestria da Paolo “Palli” Fontana e del suo staff, sono prodotte con le migliori tecnologie che permettono di coniugare artigianalità e qualità.

Oltre 30 varianti di gusto e formato in continua evoluzione e con sempre nuove idee di ricette da aggiungere.

Le Speziate: Isaac, Wayan, Nora.

L’aggiunta di spezie è legata indissolubilmente alla storia della birra. Se oggi è il luppolo l’aggiunta amaricante e aromatica della maggior parte delle birre del mondo, in passato non era così. Già nel nono secolo D.C. viene citato il Gruit, miscela di spezie contenente erbe aromatiche, che potevano comprendere rosmarino, myrica, alloro, zenzero, anice, cumino, maggiorana, salvia, ginepro, edera, cardo, achillea, erica, erba San Pietro, assenzio, corteccia d’albero. Baladin omaggia questa tradizione con tre birre che sono ormai tre classici, caratterizzate dall’utilizzo di cereali atipici e da originali speziature che però non sono mai invadenti, ma sempre - in perfetto stile Baladin - molto eleganti e raffinate. La fresca Isaac è prodotta con frumento crudo e speziata con coriandolo e scorza d’arancia (in stile Blanche), la complessa Wayan (ispirata alle Saison) utilizza cinque cereali diversi ed è aromatizzata con ben nove spezie differenti, mentre l’innovativa Nora (dedicata all’antico Egitto) è prodotta con grano khorasan KAMUT® biologico e speziata con mirra e zenzero.

Le Puro Malto: Super, Elixir, Leön.

Una grande birra deriva da tanti fattori: un’attenta scelta delle materie prime, una buona ricetta, un impeccabile lavoro in sala cottura e una grande esperienza nel condurre le fermentazioni. Se ci sono questi elementi non sono necessarie materie prime particolarmente bizzarre. Sono sufficienti le quattro fondamentali: una buona acqua, i giusti malti, i luppoli corretti e il miglior lievito. Con le birre “di puro malto” Teo ha voluto dimostrare che con le quattro materie prime classiche si possono realizzare grandissimi prodotti, di notevole complessità. La Super non ha bisogno di presentazioni. È la prima birra del Baladin in bottiglia, un’ambrata ispirata alle birre d’abbazia del Belgio. Titola 8 gradi alcolici in volume ed è diventata una vera e propria icona, in Italia e non solo. È certamente cambiata, via via, diventando più elegante. La affiancano la Leön, una scura da 9 gradi, di grande intensità, molto morbida, perfetta per abbinare i momenti dolci della giornata e l’Elixir, 10 gradi alcolici, caratterizzata da grande attenuazione data dal particolare lievito utilizzato (di derivazione Whisky) che la rende particolarmente beverina.

Le Luppolate: Super Bitter, Nazionale.

L’utilizzo del luppolo è certamente molto antico, nella produzione della birra. Si tratta di una pianta endemica in gran parte dell’Europa, quindi è facile immaginare che fosse largamente usato fin dai primi birrai della storia. Un recente ritrovamento archeologico nella zona di Pombia (NO) ce ne dà evidenza scientifica: in una tomba a pozzetto databile intorno alla metà del VI secolo A. C. è stato ritrovato un bicchiere (di circa 18 cl) in terracotta che conteneva quella che senz’ombra di dubbio era una birra, ambrata, di forte gradazione, e aromatizzata con luppolo. In omaggio a questo rampicante della famiglia delle Cannabacee tre birre che hanno tre storie diverse da raccontare: la Nazionale, con luppoli coltivati a Cussanio, a pochi chilometri dal birrificio, la Super Bitter, variante più luppolata della Super e la Open Rock'n'Roll, decisamente caratterizzata dall’aroma e dall’amaro dei luppoli, ma sempre elegante, in stile Baladin.

Le Open: Open, Open Rock'n'Roll, Open Riserva, Open Noir.

Il progetto Open nasce nel 2008 con la prima birra italiana “open source” la cui ricetta, dimensionata per una produzione da homebrewer, è stata pubblicata per tutti sul web. L’obiettivo era di condividere una ricetta che creasse interesse e che aiutasse a diffondere l’idea della birra artigianale italiana. Sul concetto di Open sono anche nati dei locali dedicati alla diffusione del bere artigianale italiano con stabili 100 etichette di birre italiane in bottiglia e tante, tante spine… Ma Open è per Baladin è anche un “laboratorio” per sperimentare gusti, spezie, approcci al prodotto e perfino, talvolta ai canali distributivi. Al momento le Open sono 4 ma non è escluso che ce ne saranno altre, la cui ricetta, magari, l’avrete suggerita voi… 

 

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